HI-MECH: distretto per l'alta tecnolgia meccanica in Emilia Romagna


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La rete dei Net-Lab :: Nanofaber

Nanofabbricazione [Bologna]


Sarà il laboratorio regionale a rete per le nanofabbricazioni e le nanotecnologie, da cui il nome Nanofaber. Queste tecnologie utilizzano i materiali nanostrutturati, la cui struttura e organizzazione interna, a livello molecolare (un nanometro corrisponde ad un milionesimo di millimetro), è tale da conferirgli particolari proprietà e funzioni.

Le applicazioni possono essere le più svariate. Negli ultimi mesi l’Ismn (Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati) del Cnr di Bologna, guidato dal professor Carlo Taliani, attuale coordinatore di Nanofaber, ha suscitato curiosità ad interesse da parte della stampa per essere riuscito ad ottenere importanti risultati nella ricerca: dallo sviluppo di un super Dvd, capace di memorizzare 5 volte più informazioni di quelli oggi in commercio, a quello di una nuova categoria di sostanze assorbi-inquinamento capaci di filtrare pressoché totalmente i principali inquinanti che ammorbano l’aria delle nostre città. Un altro ambito di applicazione delle nanotecnologie riguarda la tracciabilità di filiera dei prodotti agroalimentari e, più in generale, la verificabilità delle merci. I normali codici a barre possono essere sostituiti con “etichette intelligenti”, dotate di un microchip e realizzate con sostanze alternative al silicio. Queste etichette conterrebbero molte più informazioni di un codice a barre, sarebbero interattive e aggiornabili, capaci di accompagnare i prodotti lungo l’iter di produzione e trasformazione, e, non essendo fatte di silicio, si adatterebbero alla superficie dei prodotti.

Altri esempi di possibilità offerte dalle nanotecnologie sono: la realizzazione di transistor a base di molecole organiche e realizzati con pochi strati di molecole, con enorme risparmio di materie prime; la realizzazione di un nuovo tipo di microscopio ottico confocale, con un potere di ingrandimento 10 volte maggiore (fino a 100/200 nanometri, contro 1 micron) di quello dei più potenti microscopi ottici convenzionali; la realizzazione di pellicole luminose a basso voltaggio, adattabili a qualsiasi tipo di superficie, che potrebbero in parte sostituire le tradizionali lampadine ed essere impiegate nel settore automobilistico, nell’arredamento di interni, nell’arredamento urbano, nel vestiario (personale di soccorso stradale ecc.); la realizzazione di celle fotovoltaiche (quelle dei pannelli solari per la conversione della luce del sole in energia elettrica) adattabili ad ogni tipo di superficie e con un risparmio dei costi energetici di produzione: quelle attuali impiegano dieci anni per restituire sotto forma di energia pulita, quella “sporca” impiegata per produrle.

Le strutture di ricerca messe in rete dal net-lab Nanofaber sono 5, oltre ad un comparto di aziende di Parma. Se si escludono queste si concentrano prevalentemente nella provincia di Bologna ma sono presenti anche a Modena. In particolare i centri di ricerca coinvolti sono: l’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati (Ismn); il centro di ricerca S3 dell’Isituto nazionale di fisica della materia (Infm) di Modena; l’Istituto per la sintesi organica e fotochimica (Isof); l’Istituto per la microelettronica e i microsistemi (Imm) del Cnr di Bologna; il Dipartimento di chimica fisica ed inorganica e il Dipartimento di chimica “G. Ciamician”dell’Università di Bologna; il gruppo aziendale Sacmi, con sede ad Imola (Bo); la società spin-off dell’Ismn, Organic Spintronics; e il gruppo di imprese (es. Tecna, Rial, Morimeccanica ecc.) del Comparto UHV (ultra alto vuoto) di Parma.

Le aziende che hanno ad oggi espresso interesse verso il laboratorio regionale sulle nanofabbricazioni sono: Beghelli, Datalogic, Organic Spintronics e Sacmi, a Bologna; Electrolux nella provincia di Forlì-Cesena; Morimeccanica e Rial Vacuum di Parma; Tecna di Modena.



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